{"id":343,"date":"2021-04-05T13:40:57","date_gmt":"2021-04-05T13:40:57","guid":{"rendered":"http:\/\/europei.cloud\/?p=343"},"modified":"2023-08-14T15:28:17","modified_gmt":"2023-08-14T15:28:17","slug":"neanderthal","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/europei.cloud\/?p=343","title":{"rendered":"Neanderthal"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019uomo di Neanderthal costituisce il mistero pi\u00f9 affascinante sull\u2019origine dell\u2019uomo, che attrae l\u2019interesse di tutti gli appassionati di storia dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Gli studi sulla sua genetica si moltiplicano e si contraddicono in continuazione, mentre l\u2019unica cosa certa, \u00e8 l\u2019epoca della sua separazione dal principale ramo evolutivo dell\u2019Homo sapiens, circa 800mila anni fa, mentre i riscontri archeologici sulla sua apparizione si attestano tra i 500 e i 400 mila anni fa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Recentemente sui monti Altai in Siberia sono stati scoperti i resti di un\u2019altra specie umana, denominata \u201cHomo di Desinova\u201d, della quale esistono pochi reperti di comparazione, ma dai primi dati genetici, il Desinova sembra discendere dall\u2019uomo di Neanderthal, dal quale si sarebbe separato circa 200 mila anni fa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; L\u2019uomo di Neanderthal e di Desinova sarebbero stati coevi con l\u2019Homo Heidelbergensis (Heidelberg Germania), il nostro antenato pi\u00f9 vicino, fino a 100 mila anni fa, quando l\u2019Heidelbergensis scomparir\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molto indicativo sull\u2019incontro tra il Neanderthal e l\u2019uomo Heidelbergensis \u00e8 il monte Carmelo in Palestina, sul quale nella grotta di Kebara \u00e8 stato rinvenuto uno scheletro di Neanderthal, mentre sullo stesso monte, ma nella grotta di Misliya, sono stati ritrovati i fossili di uomo sapiens pi\u00f9 antichi finora ritrovati fuori dall\u2019Africa, risalenti a 180mila anni fa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In realt\u00e0 fino alla sua scomparsa il Neanderthal era culturalmente pi\u00f9 evoluto del Cro- Magnon, e lo dimostra anche il volume interno della sua calotta cranica, che raggiungeva i 1600 cm\u00b3, come l\u2019uomo moderno, condizione indispensabile per lo sviluppo del volume cerebrale, mentre quella del coevo Sapiens Heidelberg arrivava a 1300 cm\u00b3. Dobbiamo forse supporre che il Cro-Magnon \u00e8 il frutto di una ibridazione tra il Neanderthal e l\u2019Heidelberg?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Infatti, archeologicamente all\u2019uomo di Neanderthal viene attribuita la cultura Munsteriana, periodo che si distingue per la capacit\u00e0 dell\u2019uomo di lavorare le pietre, il legno e le pelli, diffusa in tutta l\u2019Eurasia e la riva mediterranea dell\u2019Africa, la cultura Munsteriana si \u00e8 conclusa circa 30000 anni fa, con la scomparsa del Neanderthal, e gradualmente sostituita dalla cultura Aurignaziana, periodo iniziato 40000 anni fa, dallo stesso uomo di Neanderthal ed in seguito continuato dall\u2019uomo Cro-Magnon.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Con l\u2019aurignaziano l\u2019uomo \u00e8 in grado generare il fuoco, incomincia a dipingere a fabbricare utensili e abiti, conosce i primi rudimenti della medicina ed \u00e8 in grado di curare traumi e ferite di una certa gravit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; In questa fase di contatto, \u00e8 possibile che i figli dei Cro-Magnon, si siano incuriositi &nbsp;dalle capacit\u00e0 realizzative, e dell\u2019abilit\u00e0 artistica dei Neanderthal, e che nel corso della loro et\u00e0 dell\u2019apprendimento siano riusciti a sviluppare le stesse capacit\u00e0, dando inizio cos\u00ec all\u2019evoluzione culturale del Cro-Magnon.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il vero mistero consiste nel fatto che Il Cro-Magnon arriva 60000 anni dopo la scomparsa dell\u2019uomo di Heidelberg, cosa \u00e8 successo durante questo periodo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 non si trova traccia di culture intermedie, che facciano da anello di collegamento tra l\u2019Heidelberg e il Cro Magnon? E perch\u00e8 non si trovano prove dell\u2019esistenza di una specie che provi l\u2019ibridazione delle due razze?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una traccia potrebbe essere l\u2019aplogruppo mitocondriale \u201cH\u201d sviluppatosi almeno 30000 anni fa ma esclusivo dell\u2019Europa e del Medio Oriente luoghi dove si sono incontrati i Neanderthal e i Cro-Magnon, quindi si potrebbe ipotizzare che le femmine del Cro Magnon abbiano ereditato alcune caratteristiche genetiche dei Neanderthal.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Dal punto di vista genetico il Neanderthal possedeva il 99,5% del patrimonio genetico dell\u2019uomo moderno, per contro, tra le popolazioni euroasiatiche moderne, compresi i nativi americani, nel loro cromosoma si registra la presenza di geni Neandertaliani tra 1 e il 4%, mentre ne sono completamente privi gli autoctoni africani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; In particolare la presenza di geni del Neanderthal \u00e8 maggiormente concentrata nelle popolazioni dell\u2019Asia orientale, e in particolare, nella popolazione melanesiana sono presenti in una percentuale che arriva anche al 6% del totale, derivata dall\u2019Uomo di Desinova.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Si tratta di dati non universalmente riconosciuti, ma che comunque considerando la distribuzione Euroasiatica dei siti occupati dai Neanderthal, hanno generato l\u2019ipotesi di un\u2019origine centroeuropea della specie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Altri ricercatori hanno elaborato studi che identificano il Neanderthal come un individuo dalla pelle bianca e capelli rossi, mentre \u00e8 convinzione comune che la pelle dei caucasici sia diventata bianca a causa di un adattamento climatico; una teoria che non \u00e8 condivisa da tutti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Infatti se si considera che i mammiferi sotto il pelo di colore variegato hanno tutti la pelle bianca, per prima cosa mi risulta evidente che non c\u2019\u00e8 relazione tra il colore della pelle e quello dei capelli o del pelo, quindi devo partire dal presupposto che come tutti i mammiferi, gli umani primordiali sotto al pelo avevano la pelle bianca, e pertanto sarebbe la pelle nera ad essere il frutto di un adattamento climatico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Infatti, \u00e8 noto a tutti che in altura il sole abbronza di pi\u00f9 per effetto della rarefazione dell\u2019atmosfera che ci protegge dai raggi ultravioletti e dai raggi x emessi dal sole, i quali essendo cancerogeni, inducono il nostro organismo a difendersi producendo melanina e carotene due pigmenti che anneriscono la nostra pelle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Quindi possiamo immaginare cosa sia successo nella preistoria sugli altipiani Africani e Indiani posti a livello equatoriale, con il sole che batte in verticale e le giornate sono pi\u00f9 lunghe, luoghi dove la gente ha potuto sopravvivere alle radiazioni solari solo grazie alla capacit\u00e0 fisiologica individuale di produrre pigmenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Un esempio lo possiamo avere ancora oggi con molte persone che soffrono di albinismo, e le moltissime che passano giornate intere a prendere il sole senza abbronzarsi, ma rimediando un sacco di lentiggini che a volte diventano melanomi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Questo rende evidente il fatto che le radiazioni solari hanno eliminato gli individui dotati di una melanogenesi insufficiente, inducendo la popolazione a ripetuti accoppiamenti tra individui portatori di pigmentazione scura, che ha finito per accentuare le caratteristiche somatiche di popolazioni che in origine erano solo molto abbronzate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ovviamente si tratta di un fenomeno che si \u00e8 prodotto nell\u2019arco di centinaia di generazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma l\u2019esempio pi\u00f9 lampante ce lo forniscono ancora i melanesiani delle isole Salomone, i cui abitanti oltre ad essere i non africani con la pelle pi\u00f9 scura, il 20% di loro ha i capelli biondi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Recentemente si \u00e8 scoperto che questa caratteristica non \u00e8 il retaggio di un apparentamento con i conquistatori francesi, ma \u00e8 dovuta a una variante unica al mondo di un gene che codifica gli enzimi preposti alla pigmentazione; si tratta del \u201cTYRP1\u201d, posto sul cromosoma 9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Di statura media non superava l\u20191,70 cm di altezza, il Neanderthal aveva una cassa toracica robusta e articolazioni corte ma muscolose, che lo rendevano pi\u00f9 robusto del Cro-Magnon, ma meno resistente alla fatica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019associazione tra l\u2019enorme cassa toracica, le narici molto dilatate e la capacit\u00e0 di adattarsi al clima freddo, mi induce il sospetto che fossero privi delle ghiandole sudorifere, o comunque non ne disponessero a sufficienza, condizione che li obbligava a vivere in ambienti freddi, e che potrebbe essere la causa della loro scomparsa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infatti, ad un certo punto della sua evoluzione, la specie umana incominci\u00f2 ad avvertire la necessit\u00e0 di ridurre la sua temperatura corporea, un\u2019esigenza che favor\u00ec coloro i quali vivevano in luoghi freddi, o chi disponendo di una peluria rada riusciva a sopportare meglio il disagio, arrivando cos\u00ec a una selezione naturale della specie che passo dopo passo ha portato gli esseri umani a nascere con sempre meno pelo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un esempio lo possiamo trovare nel cavallo e nei bovini, i quali eliminano il calore in eccesso attraverso la respirazione, altri animali come il coniglio, il cane e l\u2019elefante, invece usano le orecchie come radiatori, oppure immergersi nell\u2019acqua o rotolarsi nel fango, come ippopotami e maiali, \u00e8 un altro sistema per raffreddare il corpo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019altra ipotesi sulla scomparsa del Neanderthal, forse la pi\u00f9 provabile, pu\u00f2 essere legata al sistema immunitario, incapace di difendersi dalle malattie portate dal Cro-Magnon.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In proposito l\u2019attenzione degli studiosi \u00e8 attratta dal fatto che in Africa dove le radici Neandertaliane sono molto rare, contrariamente alle previsioni, la diffusione del Covid \u00e8 molto bassa, pertanto i ricercatori si stanno occupando di una possibile predisposizione al Covid 19, dei soggetti portatori dei geni del Neanderthal.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Rino Sommaruga<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Copyright 2019 Rino Sommaruga<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">rinosommaruga@gmail.com  Facebook    Rino Sommaruga<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019uomo di Neanderthal costituisce il mistero pi\u00f9 affascinante sull\u2019origine dell\u2019uomo, che attrae l\u2019interesse di tutti gli appassionati di storia dell\u2019umanit\u00e0. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 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